Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta solitudine

Amici di penna. Il valore della solitudine: cosa succede quando scegliamo di non farci più ferire

Immagine
Arriva un momento in cui, dopo essere stati feriti, sfruttati e umiliati, diciamo "basta". Nonostante siamo coscienti che non potremo mai isolarci completamente, diventiamo refrattari ai legami importanti e sfuggiamo dalle occasioni di socialità. La scelta dell'ammutinamento dalle figure tossiche ha un prezzo, ma si paga volentieri Ph. Pixabay A volte, per la nostra bassa autostima permettiamo alle persone di trattarci come vogliono, diamo loro il permesso di trasformarci in lacchè, servi, concubini o anche peggio.  Ma arriva sempre, prima o poi, un punto di rottura, cioè un momento in cui ci scuotiamo e reagiamo.  Distruggiamo tutto e andiamo via, lasciandoci dietro le invettive di chi ci accusa di cattiveria per esserci ribellati, perchè capiscono che hanno perso il controllo e il potere.  Ed è ora che ricominciamo a vivere. Siamo rimasti con noi stessi.  Abbiamo finalmente la libertà di decidere, abbiamo spezzato le catene della dipendenza e ora dobbiamo trovare l...

Psyché. (af)fidarsi: quando il bisogno di proteggerci porta alla solitudine

Immagine
Spesso ci chiudiamo in noi stessi  perché avvertiamo il bisogno di proteggerci dal mondo. Ma ciò, anche se può sembrare una buona soluzione, in realtà è deleterio per la salute mentale. La  paura di fidarci (e affidarci) agli altri perché non vogliamo soffrire, può essere un interessante argomento di discussione in una seduta di psicoterapia Ph.Freepik Capita a tutti, dopo una delusione o un momento di sofferenza causato da un rapporto naufragato, di avvertire il bisogno di stare soli con se stessi. Si tratta di un distacco fisiologico per riprendere in mano le redini della propria vita, lavorare sui nostri limiti, capire gli errori commessi per poter ripartire.   Il vero problema si presenta quando sopraggiunge la paura e, di conseguenza, il rifiuto di avere una vita sociale o conoscere nuove persone. Quella che era la nostra comfort zone, ovvero crogiolarci nella solitudine, inizia a diventare una pericolosa abitudine.   La  paura di (af)fidarci agli al...

Amici di penna. Amarsi è una scelta: dieci consigli per riuscire a farlo

Immagine
Certe volte amarsi è difficile. La tentazione di voler aderire ai canoni imposti dalla società e sottovalutarci è davvero forte. Infatti, amarci così come siamo è una scelta, e bisogna favorire questa abitudine ogni giorno. Ecco un piccolo vademecum che potrà aiutarvi Ph. Pixabay Siamo abituati a non accontentarci mai, a voler sempre sfidare i nostri limiti, fisici o caratteriali. Siamo convinti che se si possa migliorare, bisogna farlo obbligatoriamente e non per sé, ma per essere accettati da una società che vuole cambiarci. Però, nessuno ci ha mai detto che non è necessario stravolgere la nostra vita per  diventare la cosiddetta versione migliore di noi stessi. Certe volte, amarci così come siamo è difficile. La tentazione di voler aderire ai canoni imposti dalla società e svalutarci è davvero forte. Infatti, amarsi è una scelta , bisogna favorirla ogni giorno con delle piccole buone pratiche che ci aiuterebbero a vederci, ma soprattutto sentirci diversi.  1. Evitare di pa...

Bookvalentine. Amici di penna: anche a San Valentino, zitella è bella. Sole per scelta

Immagine
Sì, è  San Valentino, e ci sono donne forti e indipendenti che se ne infischiano. Sono quelle donne che non misurano il proprio valore attraverso un uomo, che nello specchio vedono riflesse solo se stesse e, se scelgono una persona con cui dividere il proprio tempo (che non tornerà più indietro, quindi è prezioso) è solo perchè lo vogliono. Benvenuti e benvenute nell'era di "Zitella è bella", e non sfortunata, brutta,  invidiosa e acida.  Se scegliamo di essere sole, è  perchè conosciamo il nostro valore.  Ph. Pixabay San Valentino dovrebbe essere il giorno in cui si celebra ogni tipo d'amore, compreso quello più importante, necessario e smisuratamente sopravvalutato o bistrattato, a seconda delle circostanze: quello per se stessi. Donarsi , investire dei sentimenti, il proprio tempo, risorse, sogni e aspettative in un'altra persona è un vero e proprio atto di coraggio, perchè  nessuno può effettivamente garantire che quel legame durerà, e l'unica re...

Amici di penna. Dalla sovraesposizione mediatica alla misantropia: le mode social(i)

Immagine
Esistono due macrogruppi: uno formato da persone che non sanno rinunciare ai social, alla visiblità, ai like, ai commenti di approvazione e alla condivisione. L'altro che, invece, rifugge da ogni contatto con il mondo non solo virtuale, ma anche reale. Una connessione e una misantropia che costituiscono i poli opposti di una società edonistica, analizzati nella rubrica "Amici di penna" Al giorno d'oggi la maggior parte di noi è abituata a condividere, in misura maggiore o minore, la propria vita sui social: foto, post, avvenimenti importanti. Tutto (o quasi) è alla portata di chiunque, dei commenti e dei like altrui.Oltre alle persone affini alla visibilità, che sfruttano al massimo le vetrine mediatiche, senza le quali sei considerato fuori dal mondo , esistono quelle che fuori dal mondo vogliono starci davvero, e in maniera negativa: sono coloro che parlano degli altri con un certo disgusto, che rifuggono dalle occasioni conviviali o di condivisione, che spesso pre...

BOO(k)! Festival. Paranormal activity: "La mano"

Immagine
Che Halloween è senza un racconto spaventoso? Al BOO(k)! Festival non manca proprio niente, persino una testimonianza di presenze e spiriti Per la sezione Paranormal Activity, ecco a voi "La mano". La protagonista è una giovane sensitiva che si fa chiamare L'Innominata Ph. Pixabay La mano  Quando mi resi conto che potevo sentire le presenze, avevo tredici anni.  Quel pomeriggio avevo litigato con il mio gruppo di amiche, non ricordo bene il motivo, ma non appena entrai in casa iniziai a piangere. Ero sola. Corsi nella mia stanza, e sedetti sulla sedia dinanzi alla scrivania. Di fronte a me, la fienstra che dava sulla strada, dietro di me la porta.  Ero completamente persa nella mia rabbia e nella mia tristezza , non riuscivo a pensare ad altro. A un certo punto, credetti di non essere più sola.   Qualcun altro era nella stanza insieme a me. Era vicino, molto vicino, praticamente alle mie spalle. Ma non diedi molto peso alle sensazioni che provavo in quel momento, pe...

Giornata d'autore: L'"altra verità" di Alda Merini. Il diario di una diversa

Immagine
 La vita di Alda Merini è stata travagliata, segnata da una diagnosi di disturbo bipolare e lunghe permanenze in ospedali psichiatrici. Come molti autori e autrici, la Merini ha concentrato un periodo buio della sua vita nei suoi scritti. Così è nata la sua prima opera in prosa "L'altra verità. Diario di una diversa". E oggi ne parliamo nella nostra rubrica  ph: Amazon  La prima volta che Alda Merini entrò in un ospedale psichiatrico era il 1947, e aveva sedici anni. La diagnosi fu quella di disturbo bipolare . Vi rimase un mese, Il secondo ricovero, voluto da suo marito, avvenne nel 1964, quando era diventata madre delle prime due figlie. Questa volta, però, la degenza fu molto più lunga: vi rimase per ben 8 anni. Dal 1972 in poi, ebbe inizio una sequela di altri ricoveri, durante i quali riuscì a dare alla luce le alttre due figlie.  Dopo la morte di suo marito, nel 1983, si risposò con l'anziano medico poeta Michele Pierri, con cui si trasferì da Milano a Taran...

Cent'anni di solitudine -Recensione-

Immagine
 La recensione di un libro bellissimo, forse il più celebre di  Gabriel Garcia Marquèz, Premio Nobel per la Letteratura. Buona lettura!  CENT’ANNI DI SOLITUDINE SINOSSI: José Arcadio Buendía, patriarca di una stirpe numerosa e tribolata, abbandona il villaggio nativo per sfuggire a un fantasma che lo perseguita. Dopo un lungo viaggio in compagnia della moglie Ursula, all’epoca incinta del primo figlio e terrorizzata all’idea di partorire un bambino con la coda di maiale frutto di un amore incestuoso, approda nel luogo in cui fonderà “un paese felice, dove nessuno aveva più di trent’anni e dove non era morto nessuno”.  Lì Ursula darà alla luce Aureliano, “il primo essere umano nato a Macondo”, futuro colonnello leggendario, che guiderà la rivoluzione liberale e combatterà trentadue guerre perdendole tutte, e che terminerà la sua vita rinchiuso nel suo laboratorio, a fabbricare pesciolini d’oro per poi fonderli e ricominciare daccapo, assecondando il vizio ereditario ...