Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta sensibilità

Amici di penna. E tu, hai trovato l'amore?

Immagine
Per San Valentino, ho deciso di dedicare un post al tema per eccellenza delle canzoni, dei film, dei discorsi al bar, delle litigate, ossia l'amore. Questa sarà una chiacchierata confidenziale, anche se l'argomento è di dominio pubblico, ma ognuno di noi lo vive in maniera diversa, con sfumature e orientamenti tutti validi. E tu, hai trovato l'amore?  Ph. Freepik Ho pensato molto a cosa scrivere in questo post perché, nonostante l'amore sia un argomento che satura la nostra vita e occupa i pensieri della maggior parte delle persone, non ho molto da dire. La verità, è che d'amore se ne parla troppo e, soprattutto, male. Spesso si confonde con il possesso, col bisogno, col guadagno , per cui mica tutti sanno in realtà, cosa sia?  La presunzione degli esseri umani sta proprio qui: credere di sapere qualcosa quando non se ne è mai fatta esperienza. Non mi dilungherò in spiegazioni stile posta del cuore, perché sono l'ultima a poter spiegare e, anzi, se qualcuno pote...

Amici di penna. La sensibilità non ha un senso per chi non la capisce, ma deve averlo per noi

Immagine
La sensibilità è un dono, o almeno è così che dovrebbe essere. In un mondo dove vengono elogiati il controllo dell'emotività, la durezza e l'essere sprezzanti del sentire altrui, pare non ci sia posto per persone come noi. E allora, la domanda che spesso mi pongo è "che senso ha, se nessuno ci apprezza"? Ora ho una risposta: il senso deve averlo soprattutto per noi Ph. Freepik Essere sensibile farà di te una persona speciale, e al contempo un facile bersaglio , ma penso che questo tu lo sappia già. Sicuramente, nella tua vita hai dovuto sopportare la cattiveria di chi ti considera una persona debole, la superficialità di chi sottovaluta le tue emozioni, l'irrisione di coloro che ti umiliano perché senti tutto, e più di tutti, e questo a volte ti ruba serenità.  A volte, consideri questa tua caratteristica una condanna, e forse hai ragione. Ma sappi che di per sé non lo è, bensì sono gli altri a fartela pesare e a condannarti per quello che sei, perché è molto più...

Amici di penna. Mancanza di empatia, come convivere con chi non ci comprende?

Immagine
La percentuale di persone empatiche nel mondo è piuttosto bassa, e naturalmente la stragrande maggioranza di quelle dotate di una sensibilità normale o anche in deficit, genera degli squilibri. Rischiamo, quindi, di doverci confrontare sempre con persone che non capiscono i nostri stati d'animo ed esigenze. Come si fa a vivere in un mondo dove si viene costantemente invalidati o fraintesi?   Ph. Pixabay La vita per noi empatici è dura. L'intelligenza e la sensibilità sono qualità meravigliose, che però ci rendono troppo vulnerabli al resto del mondo: vediamo, sentiamo e capiamo troppo. E ciò provoca delle sofferenze inimmaginabili.  Poi, c'è una percentuale della popolazione mondiale che, in virtù della sua normale sensibilità o perchè ne è totalmente sprovvista, vive in condizioni di relativo benessere (anche fisico, perchè non somatizza) e tranquillità.  Queste persone non vivono in costante stress psicofisico, nè sono disturbate da musica ad alto volume o contatto soc...

Amici di penna. Quella sensazione di non essere mai abbastanza

Immagine
Quanti e quante di voi hanno la sensazione costante di non sentirsi mai abbastanza, sempre troppo o troppo poco? Questo è forse il fulcro di tutti i miei disagi interiori. Ma come mai ci sentiamo così? E cosa si può fare per superare questo ostacolo e vivere sereni?  Sin da bambini ci hanno convinti, spesso, che quello che facciamo o siamo non vada bene. Dobbiamo essere sempre perfetti, in forma, positivi e sorridenti. Nella società odierna non c'è spazio per il dolore, perchè infastidisce chi vuole vivere nell'illusione che la vita sia meravigliosa. Questa marginalizzazione l ascia ferite dentro le persone più sensibili che difficilmente si possono guarire.  Ma non andiamo bene per cosa? E chi stabilisce cosa sia il meglio o il peggio?  Ecco il focus del problema: esistono degli standard e, di conseguenza, dei metri di paragone con i quali veniamo misurati tutti i giorni. Quando un bambino cresce, viene instillata in lui un' ansia costante di dover dimostrare smpre qua...

Diversità: un valore e una ricchezza da proteggere, non da combattere

Immagine
  Empatia, sensibilità, velleità artistiche, unicità che ci fanno sentire dei diversi. Che cos’è e cosa cambia nel modo di percepire le persone e il mondo? E come reagiscono le persone? Sin da bambina, ho sempre avuto una spiccata emotività che mi ha, purtroppo, pregiudicata in diversi ambiti della vita. Sono sempre stata dotata di una profonda sensibilità, soprattutto artistica, e mi sono accorta che percepivo le emozioni degli altri come fossero le mie ; ne ero letteralmente attraversata. I momenti che più sono stati (e sono ancora) difficili da affrontare sono le relazioni interpersonali. Sono naturalmente selettiva, mi lego a poche persone e le coltivo, e questo perché sono portata ad allontanarmi da chi non mi fa buona impressione. Osservavo gli altri, e mi sentivo diversa, come lo siamo tutti gli uni dagli altri. Non migliore, semplicemente diversa . Per molto tempo, a scuola sono stata quella strana, quasi una snob, che parlava solo con le persone a cui era interessata,...

Forti a tutti i costi

Immagine
  Essere forti non vuol dire essere invincibili, impavidi, senza emozioni e sentimenti. A volte bisogna cadere, distruggere la corazza per poter andare avanti. Per la rubrica "Amici di penna", una riflessione sulla sensibilità e sulla forza. Quella vera  Ph.Pixabay Sii forte. Al giorno d’oggi sembra quasi un imperativo. La società incoraggia quegli stati d’animo, reazioni e pensieri che implicano aggressività, risolutezza e coraggio, inibendo altri aspetti che considera espressione di debolezza come le lacrime, la fuga o la chiusura interiore. Così, è diventata abitudine di molte persone, che hanno interiorizzato il messaggio di censurare le emozioni negative , iniziare a fingere che la vita sia perfetta, per non disattendere le aspettative sociali. Il sociologo Erving Goffmann ha introdotto il concetto di maschera, nella sua opera “La vita quotidiana come rappresentazione” : ogni essere umano ne indossa una a seconda delle occasioni, e non si è mai realmente se stessi...