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Amici di penna. Perchè aiutare le altre persone ci rende felici?

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In ognuno di noi è presente un impulso ad aiutare altre persone, anche se non tutti lo mettono in pratica. Molti di coloro che dedicano se stessi a rendere felici gli altri sperimentano molti benefici e sono più soddisfatti della loro vita. Perché quando aiutiamo siamo anche noi più felici? Ph.Pixabay L'essere umano ha innata dentro di sé la propensione all'aiuto verso gli altri, anche se non tutti la mettono in pratica. Ci sono persone egoiste, è vero, ma la loro inclinazione all'aridità è appresa dall'esperienza, non è scritta nel codice genetico. Non si nasce egoisti, si diventa.  Se invece questa tendenza si manifesta, si compiono atti di generosità meravigliosi.  Quando la solidarietà e l'umanità prevalgono su tutto il resto, gli orrori del mondo scompaiono.  Tutti, prima o poi, abbiamo bisogno di essere aiutati, ma  non sempre abbiamo la capacità o lo stimolo a farlo. Tuttavia, c'è chi se intercetta subito questa necessità, perché capace di un grande ...

Letteral_mente. Zucchero bruciato, Avni Doshi -recensione-

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Il rapporto madre e figlia non è facile da vivere nè tantomeno da raccontare, ma la penna di Avni Doshi, stilettante ed efficace, è riuscita a trasporre le sfumature, gli stati d'animo contrastanti, talvolta anche la rabbia e poi alla fine il perdono di una figlia nei confronti della madre che non è stata esattamente esemplare, ma che ora riconosce in tutte le sue fragilità. Lagraziadeilibri vi racconta Zucchero bruciato Descrizione Tara è sempre stata una ribelle, contro tutto e tutti. Costretta a un matrimonio di convenienza, è scappata di casa, si è presa diversi amanti, ha vissuto a lungo insieme con un guru e si è persino ridotta a fare la mendicante. In tutto ciò, sua figlia Antara, per lei, è sempre stata un peso, una valigia da portarsi appresso e poco più. Però il tempo della ribellione di Tara adesso è finito; ha quasi sessant'anni e l'Alzheimer la sta consumando, a poco a poco ma inesorabilmente: lascia il fornello acceso per tutta la notte, dimentica le incomben...

Amici di penna. Mancanza di empatia, come convivere con chi non ci comprende?

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La percentuale di persone empatiche nel mondo è piuttosto bassa, e naturalmente la stragrande maggioranza di quelle dotate di una sensibilità normale o anche in deficit, genera degli squilibri. Rischiamo, quindi, di doverci confrontare sempre con persone che non capiscono i nostri stati d'animo ed esigenze. Come si fa a vivere in un mondo dove si viene costantemente invalidati o fraintesi?   Ph. Pixabay La vita per noi empatici è dura. L'intelligenza e la sensibilità sono qualità meravigliose, che però ci rendono troppo vulnerabli al resto del mondo: vediamo, sentiamo e capiamo troppo. E ciò provoca delle sofferenze inimmaginabili.  Poi, c'è una percentuale della popolazione mondiale che, in virtù della sua normale sensibilità o perchè ne è totalmente sprovvista, vive in condizioni di relativo benessere (anche fisico, perchè non somatizza) e tranquillità.  Queste persone non vivono in costante stress psicofisico, nè sono disturbate da musica ad alto volume o contatto soc...

Amici di penna. Il giudizio come filtro di controllo sociale: cosa ci spinge a giudicare?

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Ci sono persone che temono costantemente il giudizio per ogni cosa, e non di rado si trasformano anch'esse in giudici, perchè sono tanto più rigidi con gli altri quanto lo sono con se stessi. Questo è un processo a cui, più o meno, andiamo incontro tutti, ma è possibile prenderne coscienza e arginarlo Ph.Pixabay La società funge spesso da controllore, ovvero esiste una sorta di coscienza collettiva che agisce secondo norme più o meno tacite. Esse sorvegliano, quindi, i comportamenti dell'individuo singolo, in modo che rispetti  quelle  consuetudini reiterate nel tempo e delle quali non si può più fare a meno.  Negli ultimi dieci o vent'anni l'ecosistema società funge sempre più da filtro per condannare, prevalentemente, le scelte, gli atteggiamenti, o qualsiasi espressione di pensiero individuale che sia difforme dalle aspettative sociali.  Spesso, scegliere di andare contro il pensiero unico dominante equivale all'isolamento, alla ghettizzazione; e  non tutti h...