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Visualizzazione dei post con l'etichetta coraggio

Amici di penna: scegliamo la parola d'ordine per l'anno nuovo

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Le feste natalizie sono in arrivo, il nuovo anno sta per terminare, ed è arrivato il classico momento dei bilanci. Cosa è andato bene e cosa no? Cosa bisogna migliorare e cosa, invece, si deve continuare a fare? Ma, soprattutto, è il momento di scegliere una nuova parola per il 2026. Quale sarà?  Ph. Freepik Siamo giunti all'ultimo post del blog, per quest'anno, e pensavo di dedicarlo alle mie consuete riflessioni che riservo in qualsiasi chiusura. Faccio parte di quelle persone che considerano settembre il vero inizio dell'anno, ma mi rendo conto che per alcuni lettori debba essere un po' più mainstream e prevedibile. Tuttavia, ci sono cose che stanno finendo e altre che dovrebbero ricominciare , che non attendono certo una data sul calendario.  Da un certo punto di vista, me lo sono goduto un po' di più questo 2025, ho sperimentato di più da un punto di vista personale e, di conseguenza, ho avuto anche più delusioni. L'ultima in ordine di tempo, è quel lavoro...

Letteral_mente. Una questione di famiglia, Claire Lynch -recensione -

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Questa è la storia di Dawn e sua figlia Maggie, separate dalla vergogna, dall'umiliazione, e anche dal rancore del  marito Heron. La storia di un amore che, in un paesino nel Regno Unito degli anni '80, viene osteggiato ed esposto al pubblico ludibrio, solo perché sboccia tra due ragazze. Maggie, però, vuole colmare il vuoto dell'assenza di sua madre. La Grazia dei libri vi racconta "Una questione di famiglia" delicata e intensa, di Claire Lynch D escrizione  È il 1982 e Dawn, ad appena ventitré anni, ha già una figlia, Maggie, e un marito, Heron, che pianifica il loro futuro. Un futuro che, per quanto modesto, sembra avviato su binari sicuri. Finché Dawn non incontra una donna, Hazel, e quasi senza accorgersene se ne innamora. Decide di parlarne con il marito, convinta che lui, un uomo mite e benevolo, capirà. Non è così. Gli avvocati a cui l’uomo si rivolge gli consigliano di chiedere la custodia esclusiva di Maggie: donne “depravate” come sua moglie non possono...

Amici di penna. Lettera a me stessa: la mia trasformazione

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La mia evoluzione continua, anche se a volte mi rendo conto che stia perdendo qualcosa, e qualcuno, per strada. Chi sarò una volta che sarà tutto finito? Sarò abbastanza brava da continuare da sola? È un momento di transizione, dove mi sento forte e fragile allo stesso tempo, e scoprire la mia identità può farmi paura. Ma ciò di cui non ho più paura, però, è continuare Ph. Freepik Cara me,  è passato molto tempo da quando ti ho scritto l'ultima lettera, e molte cose sono cambiate: alcune in meglio, altre in peggio. Ma è così che deve essere, non mi aspettavo nulla di diverso.  Ciò che mi preme fare, è di esprimerti a parole i miei pensieri, perché sono l'unico modo per razionalizzarli e anche per lasciare delle testimonianze di questo passaggio. Scrivere non è solo il dono di raccontare, ma anche ragionare e lasciare un ricordo delle tue versioni precedenti, non credi?  Lamento che non sia stata forte abbastanza per restare com'ero, perché il dolore mi ha cambiato. Sento ...

Letteral_mente: La treccia, Laetitia Colombani -recensione-

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Tre storie di donne, tre continenti, tre vite diverse. Il loro coraggio, le paure, la voglia di riscatto e salvarsi da sole, si intrecciano. E il titolo di questo splendido romanzo di Laetitia Colombani è proprio "La treccia", tre racconti di coraggio straordinario che si legano insieme come splendide ciocche di capelli  Sinossi A un primo sguardo, niente unisce Smita, Giulia e Sarah. Smita vive in un villaggio indiano, incatenata alla sua condizione d'intoccabile. Giulia abita a Palermo e lavora per il padre, proprietario di uno storico laboratorio in cui si realizzano parrucche con capelli veri. Sarah è un avvocato di Montréal che ha sacrificato affetti e sogni sull’altare della carriera. Eppure queste tre donne condividono lo stesso coraggio. Per Smita, coraggio significa lasciare tutto e fuggire con la figlia, alla ricerca di un futuro migliore. Per Giulia, coraggio significa rendersi conto che l'azienda di famiglia è sull'orlo del fallimento e tentare l’impo...

Letteral_mente: Le mille strade per Buenos Aires, Valeria Provenzano -recensione-

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Questo libro mi è capitato fra le mani durante una capatina in libreria, anche se quel giorno non era previsto shopping. Quando ho letto la quarta e ho scoperto la storia di Rosario, ho deciso che doveva essere mia. Ho bisogno di storie di donne coraggiose come lei, che sono riuscite a ricostruire  una vita nonostante un passato di abbandono, incomprensioni e ferite profonde che spesso non si possono curare, ma solo attendere che si trasformino in cicatrici. La  Grazia deilibri vi racconta "Le mille strade per Buenos Aires", di Valeria Provenzano Descrizione San Juan. «Ormai sei grande. Sei forte e non hai paura di niente.» Sono queste le ultime parole che la dodicenne Rosario sente pronunciare da sua madre prima di salire su una macchina che la porta per sempre lontano da casa. Arrivata alla fattoria, Rosario riceve un nuovo nome, perché, a sua insaputa, è stata venduta dalla famiglia, costretta dalla povertà, a una coppia che ha bisogno di manovalanza. Da quel momento non f...

Amici di penna. Perdonare, mettersi nei panni degli altri, e soffrire ugualmente

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Si dice che il perdono sia più importante per chi lo dà e non solo per chi lo riceve, ma è veramente così? Quante volte avete perdonato, e mai dimenticato? E quanto risentimento si può covare verso la persona che ci ha ferito? L'argomento di questa settimana è la capacita di perdonare: voi l'avete?  Perdonare non è un atto semplice , e spesso non proviene nemmeno direttamente dal cuore. C'è chi lo concede immeritatamente perchè ha timore di essere abbandonato, oppure chi perdona perchè si lascia convincere dalle suppliche, o ancora chi lo dà per se stesso, anche se si sente profondamente ferito. In tutti questi casi, quella che dovrebbe essere una scelta fatta per poter andare avanti nella propria vita, diventa un momento di sofferenza , quasi abbiamo la sensazione di piegarci.   Personalmente, io non amo perdonare, ma do una sola possibilità. Se la persona in questione continua a farmi del male e, magari, nemmeno se ne rende conto, io non solo non perdono, ma non dimenti...