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Amici di penna. Ritrovare il piacere della convivialità, un altro segnale di guarigione

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Da quasi tre anni vivevo in una condizione di solitudine, che era soprattutto un bisogno, ma non mi rendevo conto che fosse la risposta a un trauma. Mi sentivo protetta dentro i confini di me stessa. Oggi, lavorando con la psicoterapia, ho ritrovato il piacere della convivialità. Avere di nuovo contatti sociali e sentirsi parte di qualcosa, è un altro segnale di guarigione  Ph. Freepik La mia nuova vita inizia a procedere bene. Sono migliorata, ho cambiato assetto mentale e sto facendo tanti progressi che mi trasformeranno completamente non in un'altra persona, ma in quella che ero destinata a diventare. Ho dovuto imparare a perdere qualcosa, e qualcuno, per la strada, ma ho guadagnato tanto in termini di autostima, sicurezza e autodeterminazione.  Credo di essere diventata anche un po' più egoista, quel tanto che serve per non farmi sopraffare dai pensieri e prevaricare dalle persone, che mi impedisce di elemosinare negli altri l'amore di cui necessito. Altro traguardo im...

Psyché. Cos'è il linguaggio patologizzante sui social? Combattiamo questa abitudine offensiva e irrispettosa

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"Psicotatico/a", "pazzo/a", "malato/a mentale", "bipolare"  sono nomi di patologie psichiatriche, nonché  alcune delle offese più comuni utilizzate sui social e fuori. Il linguaggio patologizzante è un'abitudine irrispettosa che bisogna imparare a riconoscere e combattere, perchè una persona affetto da un disturbo psicologico merita dignità  Ph.Freepik Ci sono molti modi per offendere una persona, ma la tattica più comune e, a mio avviso, la più vile, è scoprire i suoi punti deboli e attaccarla, perché si otterrà sicuramente l'effetto sperato, cioè  l'umiliazione o lo scherno. Ancora più vigliacco è quando si ferisce una persona per una circostanza che non dipende da lei, come una malattia, un disturbo grave, una menomazione fisica evidente.  Però, negli ultimi tempi, soprattutto dopo lo sdoganamento della psicoterapia e la lotta per favorire il benessere mentale, le ingiurie che vanno più di moda vengono dal vocabolario psichiatric...

Letteral_mente. Le cose che ci salvano, Lorenza Gentile -recensione-

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Questa storia ci insegna che amare le cose non sempre è sbagliato, soprattutto quando c'è un valore affettivo. Gea ripara cose, anche le persone, ma non è in grado di aggiustare se stessa. Ha una soluzione per ogni problema, si tiene sempre pronta per ogni catastrofe, ma la vita ha sempre in serbo imprevisti a cui non si è preparati, e sono proprio quelli che la rendono complicata, ma anche emozionante. La Grazia dei libri vi racconta Le cose che ci salvano, di Lorenza Gentile Descrizione  Gea vive in un condominio sui Navigli di Milano e non oltrepassa mai i confini del suo quartiere. In un mondo che sogna di andare su Marte, lei coltiva con amore il suo “orticello”. Ha ventisette anni e si arrangia come tuttofare. Conserva in casa tutto ciò che prima o poi potrebbe servire perché non crede nei supermercati e nel comprare, ma nel riciclare e dare nuova vita alle cose. E, fedele alla sua personale “economia circolare di quartiere”, distribuisce in giro gli oggetti che aggiusta, olt...

Amici di penna. L'importanza della verità e... di una bugia

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Quanto costa dire la verità? E quante persone sono disposte a pagarne il prezzo? Esiste una verità che va detta e una che deve essere taciuta? Dirla è sempre un dovere? Quanto è importante per voi la verità?                                                                                                  Ph. Freepik "La verità mi fa male, lo so"       Questo è uno degli incipit delle canzoni più famose della musica italiana.  E rispecchia una situazione quotidiana: la verità può far male, ma anche bene. Dipende dal valore che le attribuiamo. Avete mai pensato a quanti rapporti si sono distrutti quando, dopo aver detto una bugia, è venuta fuori una verità terribile? Oppure, quando viene detta una verità scomoda durante un l...

Amici di penna. Spaccata in due: quando la nuova te si sta affacciando, ma la vecchia ancora non va via

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 Il percorso di ricostruzione di sé è affascinante, lungo e pieno di paradossi. In questo momento mi sento diversa, eppure sono ancora uguale. A volte non mi riconosco in alcuni atteggiamenti e pensieri, e questa è una cosa positiva perché indica una guarigione, ma al contempo ci sono ancora comportamenti disfunzionali da correggere. Mi sento come spaccata in due: la nuova me si sta affacciando timidamente al mondo, ma quella vecchia non si decide ancora ad andare  Ph. Freepik Fra qualche mese si concluderà il mio percorso di psicoterapia, che cominciai a novembre dello scorso anno. Varcai la soglia dello studio cosciente che quello fosse l'atto d'amore più grande che potessi fare per me stessa: guarire. Dalla mia ferita emotiva, dai miei traumi, da quella convinzione di non essere abbastanza per alcuni, e troppo per altri il che, in entrambi i casi, significava essere esclusa.  Ho anche scoperto lati spiacevoli del mio carattere, come il perfezionismo, la mania di contr...

Letteral_mente. Come sale sulla pelle, Anna Pavignano - recensione-

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L'esordio letterario di Anna Pavignano, sceneggiatrice di tutti i film di Massimo Troisi, è un romanzo d'amore, ma anche di forza, perdono, e destino. Il coraggio di Camilla, considerata "donna a metà" a causa dell'incidente che l'ha lasciata senza una gamba, di vivere una vita come gli altri e del suo innamorato, Felice, che per orgoglio rinuncia agli studi di Medicina per andare a lavorare nelle saline di Aigues- Mortes.  R iusciranno a coronare il loro sogno d'amore? La Grazia dei libri vi presenta Come sale sulla pelle Descrizione  Alba, fine Ottocento. In una notte squassata da tuoni e fulmini, la piccola Camilla si avventura fuori casa alla disperata ricerca dei genitori e dei fratelli. Nel mezzo della tempesta, un omnibus trainato da cavalli, in gran ritardo, la travolge. Sopravvive, ma l'infezione avanza e i medici chiedono il consenso per amputarle una gamba. La madre si oppone: teme che la figlia diventi una donna a metà. Il padre, invece, sc...

Amici di penna. Il diario della mia estate: cosa mi riserva ancora la vita?

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L'estate sta per lasciarci e, a differenza di molte altre, è stata piena di cose belle come iniziative culturali, piccole sfide e, purtroppo, due lutti. Vi racconto la mia bella stagione, per chiudere questo lungo periodo di vacanza del blog e parlarvi anche dei progetti (editoriali e non) che ho in serbo per l'autunno  Ph. Freepik Da qualche giorno è arrivato settembre, e questo significa solo una cosa: l'estate sta per terminare. Scommetto che vi stiate già proiettando verso il lavoro, per chi ha finito le ferie, oppure al ritorno sui libri, che sia a scuola o all'università, con eventuali materie da recuperare o sessioni d'esame. La vita ricomincia: è già pronto persino il nuovo palinsesto in Tv, e possiamo considerare questo il vero capodanno, il vero nuovo inizio dopo un periodo di pausa, meritato riposo al mare o in montagna.  Io non ho fatto nulla di speciale, come tutti gli anni: non sono andata in vacanza, come sempre, ho sofferto il caldo in città come t...