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Quando i pensieri intrusivi mi tormentavano giorno e notte, uno di quelli che facevo più spesso era: "Non avrai mai un futuro. Rassegnati: diventerai vecchia e povera, piena di rimpianti, e nessuno si ricorderà più di te". E così, avevo accettato di continuare i miei giorni in una modalità di sopravvivenza, certa che l'avvenire non mi avrebbe riservato ormai più alcuna sorpresa. Inutile dire che, naturalmente, mi sbagliavo su tutto. Erano il mio sconforto, la mia stanchezza, la mia tristezza a parlare, dopo aver combattuto e sperato per anni che arrivasse qualcosa di bello anche per me.
Uscire da questo vortice è molto difficile, ed è per questo che ho chiesto aiuto. Se avessi maggiori possibilità economiche (non mi vergogno a dire che che ho una piccola fonte di guadagno ma, naturalmente, non basta) mi spingerei molto oltre, come iniziare una psicoterapia privata, che non mi farebbe aspettare 8 mesi. Ma aver ricevuto una diagnosi è stato già positivo, iniziare a curarmi con un farmaco ha nettamente migliorato la qualità della mia vita, ed è un enorme passo avanti rispetto alle condizioni in cui versavo prima.
Ora, il prossimo step è quello di iniziare a scavare dentro, per cercare le cause della mia ansia e cosa abbia provocato questa forma (non grave) di depressione. Dopo la mia ultima seduta, sono giunta a delle conclusioni riguardo all'universo di noi giovani, della congiuntura economica sfortunatissima che stiamo affrontando. I casi di depressione nella mia fascia d'età sono aumentati pericolosamente, in quanto la pandemia di Covid 19 ha notevolmente amplificato quelle che erano paure e tensioni pregresse. Infatti, io ho cominciato a star male quando alle regioni venivano attribuiti i vari codici rosso, giallo e verde e in base a quelli potevamo uscire di casa oppure no.
La pandemia, oltre ad aver sviscerato l'atavica paura della morte, ha contribuito a cambiare le modalità di lavoro e, purtroppo, al fallimento di alcuni esercizi commerciali. Molti lavoratori sono stati licenziati, e coloro che avevano una famiglia da mantenere sono sprofondati nella disperazione. Tantissimi altri, che come me che un lavoro non sono mai riusciti a trovarlo, hanno visto il proprio futuro cancellato. Hanno perduto la speranza.
Il contesto socio-economico odierno, inoltre, è molto diverso da quello in cui è nata la mia generazione: l'epoca immediatamente successiva al boom economico, vissuto dai nostri genitori, ha consentito di lavorare con poche competenze, avere un impiego ben remunerato e sicuro (il mito del posto fisso che sta facendo dannare tutti noi), e concedersi anche vacanze e acquisti onerosi. E questo è diventato un po' il sogno italiano, ovvero la stabilità e la tranquillità e, aggiungerei, un pizzico di omologazione. |
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