Boo(k)! Festival. Gotico, dal libro al film: Il mistero di Sleepy Hollow

Da sempre, la letteratura ha ispirato il cinema, soprattutto quando si tratta del genere Horror. Diversi romanzi di successo sono stati trasformati in film altrettanto acclamati dal pubblico e/o dalla critica. Uno di questi, selezionato per BOO(k)! Festival, è "La leggenda di Sleepy Hollow e altri racconti"; di Washington Irving, che ha titillato l'estro di Tim Burton. La pellicola ha ottenuto 3 candidature e ricevuto un Oscar







  Sinossi del libro

Questo racconto in stile gotico, reso celebre dal film omonimo, è stato scritto da Washington Irving nel 1819. "La leggenda di Sleepy Hollow" e il racconto successivo, ”Il fidanzato fantasma”, ironizzano sulle superstizioni e sulla credulità popolare, facendo intravedere spiegazioni ben più banali. Completano la raccolta quattro dei noti “Racconti dell’Alhambra” ( "Il tesoro incantato", "Manco il governatore", La leggenda dell'arabo astrologo" e "La rosa dell'Alhambra" ) che Irving scrisse durante la sua residenza in Spagna in qualità di ambasciatore degli Stati Uniti.



Recensione del film 


La valle dell'Hudson, un paesino di New York, è terrorizzata dalla presenza di un cavaliere acefalo che va in giro a decapitare delle persone seguendo, pare, un preciso schema. Ichabod Crane, un poliziotto dalla mentalità decisamente progressista per l'epoca, viene mandato sul posto per indagare su questa serie di omicidi seriali. 
Lui stesso verrò coinvolto nell'escalation di amore e morte che lo costringeranno a fare i conti con la sua fede illuminista, e a considerare anche una dimensione spirituale e, se vogliamo, folkloristica. Intense le scene di terrore, caratterizzate da accostamenti macabri e dalle improvvise decapitazioni, che soprendono lo spettatore creando il giusto impatto e tensione emotiva.

Un po' fiacca la sotto trama amorosa, che non è stata sufficientemente sviscerata per dare carattere e motivazione di fondo a tutta la narrazione. Il personaggio di Ichabod, un po' pauroso e goffo, ma straordinariamente intuitivo, risulta piacevole e simpatico. Spettacolare la scenografia gotica, degna di un capolavoro di Burton, che è valsa un Oscar in sede di premiazione. 

Voto: 7 ½








 

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