Credere in se stessi, la sfida più grande della vita
Ci sono persone tracotanti, presuntuose e saccenti, con un ego smisurato. Ce ne sono altre, invece, che pur avendo tante qualità non riescono a metterle in risalto perchè non credono in se stesse. Dunque, sono convinte di non possederle. Per la rubrica "Amici di penna", questa settimana parlo di autostima, di quanto sia importante avere fiducia in sè per avere successo nella vita, e di quanto è importante l'interazione con gli altri per sentirci accettatti e amati
Una delle frasi più belle che ci possano dire nella vita è “io credo in te, ce la puoi fare”.
Quante
volte, durante periodi pesanti, scelte difficili o semplicemente momenti di
tristezza, abbiamo pensato di non valere niente, di non essere abbastanza, a
seconda delle persone e delle situazioni? Quante volte l’immagine che abbiamo
di noi stessi (sia riflessa che metaforica) è dipesa dal giudizio, dalle critiche più o meno feroci, dall’approvazione o dalla repulsione di
qualcuno? Ma è veramente così?
L’immagine
del nostro sé, che assurge sia alla
sfera fisica che psicologica; si costruisce attraverso l’interazione con le
altre persone, sia col gruppo dei pari che con i propri discendenti, ed è un
meccanismo essenziale. Noi siamo quello
che decidiamo di mostrare: come portiamo i capelli, ci vestiamo, parliamo e
gli atteggiamenti. Tuttavia, è insita un’incisiva
componente inconscia che ci fa esprimere le nostre vere emozioni, quelle
che magari stiamo cercando di nascondere.
Dunque,
è il feedback altrui che
contribuisce a tratteggiare una buona immagine di sé, ma non sempre ciò che gli
altri rivelano di noi è veritiero. Nei casi più gravi, però, le invettive degli
altri possono provocare ferite, depressione, e addirittura portare al suicidio, come nel caso del bullismo o del victim blaming.
In
realtà, non c’è niente che non vada in noi, ma siamo talmente abituati a
svalutarci e a non contare sulle nostre capacità –perché convinti di non averne
– che oltre a essere sfiduciati possiamo diventare anche evitanti e
rinunciatari. Probabilmente, è scattato un impulso dentro di noi che ci fa
arretrare di fronte a situazioni o persone nuove, ed è accaduto quando qualcuno
ci ha detto “sei un/a buono a nulla”,
“sei un mostro”, “sei grasso/a”, “sembri un/a pezzente”. Quindi ci attacca
l’ansia nel momento in cui c’è la possibilità di sbagliare, la paura del
fallimento è infatti insita nella bassa autostima. E hai paura di fallire perché ogni volta le conseguenze a un tuo
errore, anche se piccolo e insignificante, sono state sempre drammatiche. E
hanno interessato sempre e solo te.
Ci
hanno così insegnato a pretendere tanto da noi stessi, a essere implacabili con
i nostri sbagli, imperfezioni e manchevolezze. Hanno fatto in modo che fossimo sempre all’altezza delle
aspettative altrui, nelle nostre performance scolastiche, nei nostri
talenti, nel nostro modo di porci. Tutti possono intervenire, e coloro che si
sentono in diritto di farlo sono stati a loro volta forgiati dalle sentenze
sputate da altri giudici spietati.
Così, è molto facile
perdere, o non aver mai sviluppato, quella solida sicurezza di sé che permette di affrontare la vita in
modo sereno. Per molte persone amarsi è impossibile; perché la figura distorta
e imperfetta spodesta quella reale, e fa apparire le storture –spesso
inesistenti- più visibili.
Chi
è più fragile finisce per vivere una vita nell’ombra, non riuscirà mai a far brillare le sue qualità. Quella di amarsi,
allora, diventa una vera e propria sfida. Un atto di libertà sovversivo che
consente di scaricare la pressione che, solitamente, schiaccia. Chi si ama non viene amato dal branco, dai
giudici, perché non accettano canoni di valutazione diversi all’infuori dei
propri.
Riuscire
ad amarsi, a contare sulle proprie capacità, di valutare i propri limiti e a
camminare sicuri sembrano essere qualità rare, perché è molto più facile instillare la delusione, l’odio per se stessi e la
paura di non essere mai abbastanza, rispetto a standard irraggiungibili e
ridicoli. Perché è difficile dirsi “mi fido di te” quando tutto il mondo
intorno ti suggerisce che sei incapace, che non vai bene.
Ma, a volte, accade che la
forza di sopportare il dolore ti faccia rinascere.
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