Letteral_mente. Il diario di Ella, Cristina Zobel -recensione-
Una testimonianza vera e dolorosa degli orrori della guerra, emersa da una memoria silenziosa e venuta alla luce in un momento storico importante. Ma l'odio non muta le sue radici: La Grazia dei libri apre il Diario di Ella (Nonsolopensieri Edizioni), esordio letterario di Cristina Zobel
Descrizione
Tra le pagine sopravvissute di un diario, una voce di donna attraversa la Storia per farsi memoria. "Il Diario di Ella" racconta la forza silenziosa d una madre che resiste alla guerra, alla fame e alla perdita, lasciando dietro di sé un'eredità di dignità e amore. Dalle macerie di Berlino all'esilio in Inghilterra, si intrecciano le vite di Ella e di sua Figlia Grete in un dialogo intimo e struggente. Un'opera che unisce testimonianza e narrazione, restituendo alla memoria familiare il potere di resistere all'oblio.
Recensione
Conosco personalmente l'autrice, Cristina Zobel, e mi ha raccontato del ritrovamento delle lettere di Ella, la sua bisnonna, che hanno ispirato questo racconto. Una testimonianza preziosa degli orrori della Seconda Guerra Mondiale, forse il conflitto più devastante della Storia contemporanea. Io, che ho visitato Auschwitz, sono fiera di poter dare voce a una voce del Genocidio degli ebrei, così come ho l'ho data a quello palestinese, attraverso i miei consigli di lettura.
Da ogni parola di Ella traspare tutto il dolore della separazione, la solitudine, lo strazio della morte narrato in alcuni particolari vicende, ma anche tutta la dolcezza e la potenza dell'amore di una madre, e poi di una nonna, che ha attraversato l'Europa. Mentre leggevo quelle lettere, mi sono molto immedesimata e commossa.
Questa è la prima volta che mi capita di conoscere qualcuno che lo abbia vissuto indirettamente, e poi trovare la forza di tramandarlo e creare un nuovo documento per la memoria collettiva, quella che deve mantenere sempre viva la nostra umanità. Questi testi, che in origine erano scritti in tedesco con carattere gotico, giunti nelle mani di Cristina Zobel già tradotti in Inglese, hanno un linguaggio asciutto e scarno, che riflettono appieno il contesto dell'epoca, ma molto efficace nel trasmettere al lettore le sensazioni di desolazione e terrore.
Una pubblicazione che arriva in un momento storico importante, in cui l'opinione pubblica si è giustamente schierata dall'altra parte della barricata, ma bisogna sempre tener conto, come ci ricorda Ella nel suo diario, arrivato come un dono dal passato nella casa di Grete, di cosa sia capace l'essere umano, quando si manifesta in tutta la banalità del male che commette (cit. Anna Arendt).
Ringrazio ancora una volta Cristina Zobel per avermi reso partecipe della sua avventura.
Libro consigliatissimo. Voto 8

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